Questo progetto parte da un manipolo di appassionati senza alcuna dotazione finanziaria e propone a coloro che a diverso titolo hanno un interesse nella promozione dello stile di vita tipico delle aree rurali, di collaborare a vario titolo, specie nella fase di avviamento.

Il modello economico scelto per l’auto-sostentamento dell’iniziativa è quello editoriale; pertanto coloro che decidono di postare i propri articoli, che comunque saranno sempre soggetti ad una revisione della redazione, potranno maturare un credito nelle modalità di seguito descritte. Le risorse vengono acquisite attraverso la promozione di prodotti, servizi o aziende. La modalità con cui questo accade è quella di redigere un articolo che vada a documentare il prodotto servizio o l’azienda agroalimentare ingaggiata. Gli autori possono trovare in autonomia gli inserzionisti, utilizzando il listino servizi editoriali di Vita Rurale, facendo maturare una propria provvigione di vendita. Mediamente, un terzo delle risorse acquisite viene lasciato ai collaboratori, un altro terzo destinato alla gestione tecnico amministrativa del portale, e l’ultimo terzo destinato alla promozione del sito Vita Rurale (SEO, promo ecc. ecc.).

Lo scopo del portale è quello di creare una comunità di interesse (dunque un pubblico di riferimento) e farla crescere, di modo che questa diventi la motivazione per cui i diversi operatori economici decidano di acquistare i servizi promozionali del sito.

Coloro che partecipano allo sviluppo del portale, sono denominati ANTENNE LOCALI o ANTENNE TEMATICHE a seconda che contribuiscano a far crescere i contenuti del sito a livello territoriale o per specificità professionale. Le Antenne Tematiche vengono retribuite in funzione dei contenuti che producono, le Antenne Locali vengono invece retribuite sulla base degli inserzionisti acquisiti.

Moltissimi micro operatori che hanno produzioni artigianali (food e no-food) hanno un forte interesse a farsi conoscere in una specifica porzione di mercato che apprezza i valori e dunque i prodotti della vita rurale. Di fatto, anche molti appassionati, non residenti in aree rurali, seguiranno la produzione editoriale del sito mettendosi alla ricerca di unicità e prodotti speciali.

Vita Rurale ha vita non solo sul sito web ma anche sui social network.

Inoltre, proponiamo ad esperti di settore che non abbiano la possibilità di individuare inserzionisti, un format di collaborazione che, qualora fosse di interesse consentirebbe una serie di vantaggi reciproci.

Queste figure vengono da noi denominate ESPERTI e sono esclusivamente autori di articoli tecnici. Gli ESPERTI POSSONO firmare ogni pezzo, indicando la propria qualifica professionale, anche se fa riferimento ad una società privata. Gli articoli saranno commentabili da parte dei lettori che dunque potranno fare domande ed entrare in relazione con i nostri esperti. La redazione si impegna poi a reindirizzare agli autori tutte le email che dovessero arrivare a seguito di una pubblicazione. In una fase di avviamento non sarà possibile pubblicare la propria email, solo perché diventa fondamentale per la redazione monitorare il livello di interazione con i lettori. Successivamente questo sarà possibile.

Il sito Vita Rurale, quando i numeri di fruizione saranno significativi, avvierà il processo per trasformarsi in una vera e propria testata giornalistica on-line (ma non solo). Da quel momento in avanti i redattori e gli esperti che produrranno articoli, saranno -per gli stessi articoli- remunerati.

Il punto di arrivo di questa iniziativa è quello di realizzare ogni anno un evento che consenta di trasformare il luogo virtuale di interscambio (Vita Rurale), in un luogo reale. Ipoteticamente il primo di questi eventi verrà realizzato nel 2021.

Per quanti volessero approfondire le modalità di collaborazione e saperne di più, si prega di scrivere alla email rete@vitarurale.it

Dalla sua costituzione, l’Europa propone cicli di programmazione che servono a tracciare una rotta nell’evoluzione dell’unione. Ciclicamente, dunque, vengono stabiliti ad un livello politico, gli orientamenti che tracceranno l’utilizzo dei fondi che la stessa Unione stanzia per sostenere lo sviluppo dei diversi paesi. Tutto questo tocca vari ambiti, incluso quello delle aree rurali.

Il ciclo attuale si chiuderà nel 2020 ed anche in questa occasione la Rete Rurale Nazionale italiana ha messo a punto un Programma di sviluppo rurale che è poi stato adottato dalla Commissione Europea il 26 maggio 2015. Esso ha una dotazione finanziaria pari a circa 60 milioni di euro dal bilancio UE e 55 milioni di euro di finanziamenti nazionali.

La politica di sviluppo rurale dell’UE mette dunque a disposizione degli Stati membri una dotazione finanziaria ampia per gestire a livello nazionale o a livello regionale ben 118 programmi in 28 Stati membri, in una pianificazione pluriennale.

Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) cofinanzia in Italia 21 programmi, uno per ciascuna regione/provincia autonoma, a cui si aggiungono un programma nazionale riguardante la gestione del rischio, l’irrigazione e la biodiversità animale ed uno specifico per la Rete Rurale Nazionale

Nonostante una mobilizzazione di denaro pubblico gravosa e continuativa, il settore agricolo attraversa però una crisi profonda spesso determinata dai cambiamenti climatici, dal consumo di suolo e acqua, dall’ inquinamento atmosferico, oltre che dalla maggiore difficoltà che i piccoli produttori, una intera costellazione di piccole e medie imprese, hanno nel seguire le dinamiche dei mercati.

Come rilevato da vari osservatori pubblici, questi fattori negativi stanno innescando una lenta scomparsa delle piccole aziende ed un aumento del costo degli input agricoli (sementi, fitofarmaci e fertilizzanti) al punto da risicare se non azzerare i profitti, specie per le imprese meno performanti.

Sebbene ancora in Europa l’agricoltura rappresenti ben 44 milioni di posti di lavoro (ci si riferisce a quelli messi a disposizione dal settore agroalimentare) e un trend di export agroalimentare che vale circa 138 miliardi di euro (a livello EU), ancora molto si può fare per cogliere le opportunità date da questo settore di business.

Infatti, spesso gli operatori agroalimentari non riescono a cogliere le tante opportunità che ci sono intorno alle proprie attività, solo perché non hanno ancora compreso come differenziare il proprio rischio di impresa e creare nuove opportunità.

Giungono in soccorso, allora, le “buone pratiche agricole” suggerite dalle cosiddette PAC, le Politiche Agricole Comunitarie. La PAC ha come obiettivo di aiutare gli agricoltori a produrre quantità di cibo sufficienti per l’Europa, garantire cibi sicuri e di qualità a prezzi accessibili, assicurare un tenore di vita equo agli agricoltori, proteggendoli da una eccessiva volatilità dei prezzi, dalle crisi di mercato e dagli squilibri all’interno della filiera alimentare, investendo nell’ammodernamento delle loro fattorie, mantenere comunità rurali prospere in tutta la Ue, creare e conservare posti di lavoro nell’industria alimentare, tutelare l’ambiente, il benessere degli animali e la biodiversità, mitigare i cambiamenti climatici, attraverso uno sfruttamento sostenibile delle risorse ambientali.

In sostanza, ci si ispira a criteri di sviluppo ecosostenibile e sostegno agli agricoltori, riducendo le sperequazioni all’interno della Ue e concentrandosi in particolare su: giovani agricoltori, operatori all’interno di mercati a basso reddito, operatori che vivono in zone soggette a vincoli naturali.

Certo, queste politiche sono molto criticate, in quanto molti ritengano che abbiano sostenuto pratiche agricole non efficaci o addirittura disfunzionali (sia per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, sia per quella economica del settore agricolo), tuttavia, l’approfondimento delle stesse suggerisce molte chiavi di lettura e molte strategie di trasformazione del proprio business, anche piccolo, attraverso una ampia serie di accorgimenti e di evoluzioni nel modo di gestire l’impresa, nella tipologia di prodotti trattati, nella possibilità di introdurre servizi che abitualmente non vengono gestiti e che invece potrebbero far evolvere significativamente le nostre imprese. Senza considerare che il volume di finanziamenti previsti per le PAC consti di circa il 38% del budget dell’intera UE (360 miliardi di Euro).

Uscendo dagli schemi tipici dell’assistenzialismo, la proposta di Vita Rurale e quindi quella di non considerare le semplici opportunità di finanziamento offerte dalle Politiche Agricole Comuni, quanto piuttosto la visione alternativa del proprio essere impresa, basata sul recupero della qualità della vita rurale come proposta di stile di vita, con un approccio green ed una chiave di volta nella diversificazione.

La PAC di fatto non riguarda solo l’Europa degli agricoltori o comunque degli “addetti ai lavori”, perché di fatto interessa anche tutti gli altri individui dell’UE, in quanto “consumatori” e, cosa più importante, in qualità di cittadini globali in un mondo che dovrebbe reggersi sul rispetto dei diritti umani e ambientali.

Torneremo ancora, dunque, su questi spunti di orientamento allo sviluppo imprenditoriale, scendendo ad un livello di approfondimento di alcuni aspetti pratici e provando a testimoniare la valenza di certe proposte intercettando operatori che realmente ne hanno tratto vantaggio.

Per ora, ci limitiamo a fornire fonti ufficiali da cui recuperare i documenti della PAC, rimandandovi a:

  • Il sito dell’Unione a questo preposto:

https://www.consilium.europa.eu/it/policies/cap-introduction/

  • Il documento illustrativo di cosa siano e perché esistano le PACC:

http://ec.europa.eu/agriculture/50-years-of-cap/files/history/history_book_lr_it.pdf

Una delle risorse più interessanti, per chi vive in campagna è data da talune specie di erbe e fiori, che possiamo reperire selvatici oppure coltivare, che sono utili su diversi fronti della vita rurale. Nella fattispecie, parliamo delle violette, splendidi e profumati fiorellini che in diverse varietà possiamo utilizzare in diverse modalità, anche se qui ci piacerebbe raccontare dei suoi usi alimentari. Continua a leggere