Sentiero nel bosco di Bella in Basilicata

Ecco a voi la storia di un ex boyscout e della sua missione di riavvicinare le persone alla Natura: Angelo D’Angelo, antenna tematica di Vita Rurale.

Lanciami con un paracadute in un bosco e dopo un paio d’ore, mi ritroverai vicino ad un fuocherello con un sorriso sulle labbra e la gioia nel cuore.
L’uomo più felice del mondo.

Mi chiamo Angelo D’Angelo, classe 1983, nato a Bari e ho sempre amato la Natura sin dal più profondo delle mie viscere.

D’altronde, cosa ti aspetti da uno che ha fatto il boyscout per circa 20 anni?

Qualche anno fa mi sono posto una domanda:

“C’è qualcosa di più profondo nella Natura che non riesco a comprendere?”

E così, è iniziato un percorso di ricerca che mi ha portato a vivere esperienze a diretto contatto con gli Alberi e le Piante.

Ti parlo di esperienze come:

  • rimanere in meditazione vicino ad un Albero
  • ascoltare i suoni della Natura
  • vagare bendato per 4 ore nel Bosco
  • seppellirsi completamente di foglie secche
  • provare ad avvicinare animali di piccola taglia
  • dormire da solo di notte nel Bosco
  • e altre cose di questo tipo

Finché, un giorno ho iniziato a ricevere le risposte. Ho compreso che andare in un bosco, ma anche in montagna o in riva al mare non era solo un viaggio fuori da me, ma soprattutto un viaggio dentro di me.

Era come se tornando in Natura mi fossi riconnesso alla sorgente della vita: un DNA primordiale che attiva un graduale processo di consapevolezza di chi siamo veramente e del perché siamo qui.

Anche se non credo riusciremo mai a rispondere sino in fondo a queste domande che l’uomo si pone dalla notte dei tempi, già porcele è un modo per mettersi in cammino e immergersi sempre più a fondo nella vita. Ed è così che ne scopriamo le tante sfumature e i diversi sapori che prima non vedevamo.

Reclusione volontaria

Le città sono prigioni di cemento che ci siamo costruiti per avere una vita più comoda e sentirci più protetti. Quando viene alzato un muro, infatti, ciò che si trova dall’altra parte ha difficoltà a passare e, nella maggior parte dei casi, rimane fuori.

Il problema è che non abbiamo lasciato fuori solo il pericolo di incontrare animali feroci o di perderci del bosco o di morire di freddo. Quando abbiamo deciso di abbandonare la nostra prima casa, la Natura, per costruircene una nuova nella città, abbiamo lasciato fuori anche la bellezza e la connessione con la Natura.

Nelle città moderne fatte di acciaio, cemento e plastica, la mancanza di un contatto autentico con la natura non è altro che mancanza di  un contatto vero e profondo con la vita.  Pensiamo che per essere felici sia necessario avere vestiti nuovi, una macchina bella, una casa di proprietà, andare a cena fuori, ecc. In realtà, questi sono tutti espedienti per riempire il tempo. È un po’ come stare su una sedia a dondolo: può essere divertente, anche rilassante. In realtà, però ti muovi avanti e indietro senza andare da nessuna parte.

E, come per la sedia a dondolo, più rimaniamo in questa situazione e più non vogliamo cambiare. Così, ci ritroviamo a vivere una routine sempre uguale, senza domandarci se è ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento della nostra vita. Avanti, indietro. Avanti dietro. La giostra fa sempre lo stesso giro e noi siamo incapaci di scendere.

Per fortuna, il nostro corpo sa sempre come darci la giusta motivazione ad agire. Ed allora, ci procura stress, ansia, panico e tutte le altre nuove malattie sociali sempre più diffuse. A questo punto, possiamo trattarle come qualcosa di temporaneo da mandare via con qualche pisco farmaco, con un po’ di pausa e relax. Oppure possiamo interpretarle come il segnale che è arrivato il momento di guardarci dentro e capire che nell’uomo c’è molto di più di quello che appare. E allora, prima o poi, lo sentiamo il canto della sirena che ci richiama. Vogliamo ricongiungerci con una profondità che ci appartiene da sempre…

…ma ci manca il coraggio di farlo. Abbiamo paura di uscire dalla comoda zona di confort che ci siamo costruiti in cui niente e nessuno può farci del male. Ci illudiamo di vivere una vita serena e tranquilla, ma in realtà si tratta solo di uno stato di morte cosciente, una lunga sterile attesa prima di chiudere gli occhi una volta per sempre.

L’espansione cosmica del vuoto

Nella società del rendere tutto estremamente veloce ed efficiente, il tempo dove non si lavora per fare profitto o dove non ci si riposa per essere di nuovo carico per lavorare (che invenzione diabolica: il riposo funzionale al lavoro), diventa un tempo sprecato. E intanto, continuiamo a girare come trottole impazzite e il vuoto che sentiamo dentro si espande, ingloba uno alla volta ogni aspetto della nostra vita, finché, alla fine, non rimane che una nave vuota, senza passeggeri e senza neanche il suo comandante a guidarla.

Tornare in contatto con la Natura

Se abbiamo il coraggio di gettare nella spazzatura gli psicofarmaci e tornare nelle Natura, interrompiamo drasticamente il “circolo vizioso del vuoto”.

Mare, bosco, montagna, campagna, deserto, steppa, lago. Ogni posto naturale è buono. Bisogna solo scegliere quello che si sente più vicino. Ogni volta che ci portiamo oltre le “mura” della città e ci perdiamo nell’immensità della Natura, torniamo in contatto con il codice della vita.

Possiamo allora attingere alla Sua saggezza contenuta nei codici matematici e geometrici di alberi, piante, acqua, terreno, piante, rocce, ecc. Recenti scoperte hanno dimostrato che il tronco o i rami degli alberi non crescono in modo casuale. La loro velocità di crescita corrisponde ad una sequenza matematica precisa, conosciuta con il nome del suo scopritore: la sequenza di Fibonacci. Ed ogni elemento naturale cresce in questo modo.

La Natura è perfetta.

La Natura conserva in sé il DNA della vita e se ti poni di fronte a Lei, ti fa da specchio e puoi vedere riflessa in te la Sua stessa perfezione. Tornare in contatto con la Natura ti dona spontaneità, dolcezza e forza che puoi portare nella vita di ogni giorno per renderla ricolma di meraviglia e stupore.

Tutto sarà sempre uguale. Sarai tu a guardare le cose con occhi diversi. Gli occhi di chi è ritornato, chi si è riconosciuto, di chi ha scoperto di poter trascendere sé stesso e poter fare della propria vita un’opera d’arte. A poco a poco, svilupperai calma, serenità, determinazione, chiarezza, pace, ecc. Tutte cose che erano già dentro di te e che la Natura ha riattivato attraverso il suo codice.

Lo scultore Michelangelo diceva: “Ogni blocco di pietra ha una statua dentro di sé ed è compito dello scultore scoprirla” .

Per questo, il lavoro più profondo che possiamo fare su noi stessi non è quello di aggiungere oggetti, informazioni ed esperienze alla nostra vita, ma quello di eliminare “la pietra” in eccesso. Alleggerire il fardello che ci portiamo appresso e camminare leggeri su questa Terra, insieme ad altri splendidi compagni di viaggio.

La Natura è essenziale.

Nella città devi costantemente preoccuparti di tutto ciò che possiedi, occupando la maggior parte del tempo a comprare oggetti, conservali e infine buttarli.

Ad esempio, hai mai pensato a quanto tempo perdiamo per arredare una casa, pulirla, riordinarla e aggiustare ciò che si rompe.

Nella Natura non ci sono oggetti di cui preoccuparsi. Sono gli elementi della Natura, alberi e piante in primis, che si prendono cura di te, facendoti dono di momenti in cui il tempo si ferma. Non è più il tempo in cui un secondo si aggiunge al precedente. Ogni secondo si espande all’infinito e assume una propria pienezza. E in questa dimensione, riesci a fare spazio per ciò che realmente conta, l’essenziale. Puoi anche ritrovare quella consapevolezza che ti aiuta a vivere a pieno il presente senza i rimpianti del passato o le preoccupazioni del futuro.

Assapori il dono meraviglioso della vita e riempi il tuo cuore di gratitudine infinita. E allora, è facile accorgersi che il bicchiere non è mai stato mezzo vuoto. E nemmeno mezzo pieno. È sempre totalmente pieno. Prima, riuscivi a vedere solo la metà piena d’acqua. Ora vedi anche l’altra metà piena d’aria.

La mia missione: accompagnare le persone a riscoprire la Natura.

Per tanti anni ho continuato imperterrito a pormi la stessa identica domanda:

cosa voglio dalla vita?

La ricerca della risposta è stata lunga e per nulla semplice. I desideri, le aspirazioni e i sogni di ciascun uomo sono innumerevoli come le stelle nel cielo.

Così, ho realizzato tante cose meravigliose, tutte in linea con i miei sogni e i miei obiettivi:

  • il matrimonio
  • la nascita di mia figlia
  • l’azienda con mio fratello
  • il lavoro con clienti importanti
  • un percorso spirituale profondo
  • vacanze stupende

Eppure…

…sentivo che c’era qualcosa di incompleto in me.

Qualcosa che era a portata di mano e che in quel momento mi stava sfuggendo.

Così, in una calda e soleggiata giornata di primavera, esattamente il 1° maggio, vado nel bosco e inizio a pormi tante domande. Da far venire il mal di testa.

E a un certo punto, un fulmine. Una scarica ha attraversato tutto il mio corpo. Un pensiero nella testa: porta le persone in Natura.

Subito dentro di me si è diffuso un senso di calma, di pace e un’energia nuova che mi spingeva ad abbandonare le false sicurezza che mi ero costruito negli anni e buttarmi a capofitto in questa nuova impresa.

E poi, con calma, nelle settimane e mesi successi ho compreso: non erano le risposte ad essere sbagliate, ma era proprio la domanda ad essere sottosopra.

Mi ero sempre chiesto “cosa voglio dalla vita” e non mi ero mai chiesto “cosa la vita vuole da me”. E così ho capito che la mia missione su questa Terra, almeno in questa fase della mia vita, era quella di portare le persone in Natura. Datemi del pazzo se volete, ma io sento indistintamente la voce della Natura, anche quando non sono con Lei.

“Portali da me. Al resto ci penso io”.

E così, è iniziata l’avventura.

Organizzare giornate in Natura in cui condurre le persone alla scoperta di una ricchezza fuori e dentro di loro è qualcosa che mi ricolma di gioia. Nella Natura si possono fare tante attività: camminare, giocare, cantare, ballare, meditare, ecc. Ciò che è veramente importante è ascoltare. E non solo con le orecchie per immergerti nella sinfonia dei suoni della Natura.

Se apri la tua mente e spalanchi il tuo cuore, la Natura ti inizierà ad una conoscenza che non è razionale ma è decisamente più potente di qualsiasi comprensione scientifica a cui l’uomo potrà mai arrivare.

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