Chi alleva animali da cortile non potrà ignorare l’esistenza di vari obblighi che a termini di legge condizionano questa attività. Essi vanno rispettati onde evitare di incorrere in pesanti sanzioni.
Il primo accorgimento –ci riferiamo espressamente e conigli e polli- dovrà essere quello di effettuare la registrazione del proprio allevamento presso il servizio veterinario della ASL di competenza territoriale (D.lgs 158/06). Tale registrazione è obbligatoria, ma niente paura essa è completamente gratuita e non comporta oneri aggiuntivi. Occhio! Questa registrazione è obbligatoria anche per chi alleva una sola gallina. Essa serve perché, con tutte le registrazioni del territorio nazionale, il servizio sanitario pubblico (ASL) riesce a raccogliere informazioni sulla consistenza e distribuzione di tutto il patrimonio zootecnico presente in Italia e può dunque controllare ed intervenire nelle eventuali emergenze sanitarie oltre che monitorare la diffusione di possibili patologie.
Ulteriori adempimenti sono quelli legati alla vendita diretta di polli e conigli in azienda ed alla macellazione.
Per quanto riguarda i capi da destinarsi alla cessione a terzi (consumatori o anche dettaglianti locali), le aziende agricole possono macellare in azienda fino a 500 capi (avicoli/conigli) all’anno. Per fare questo è necessaria la registrazione presso il comune di appartenenza. I moduli con cui registrarsi o comunque le procedure connesse con questa pratica, vanno verificate presso i Servizi Veterinari della propria ASL. (Reg CE 852/2005 Delibera G.R.T. 40/2006)
Si ricordi che chi acquista pulcini o altri avicoli da cortile, deve sempre ricevere, insieme agli animali, un certificato (modello 4) che attesti l’azienda di provenienza degli animali e che indichi i dati dell’acquirente. Nel campo della certificazione di filiera, tuttavia, nei prossimi anni si attendono delle innovazioni connesse con tutto il tema delle blockchain che potrebbe soppiantare l’uso della documentazione cartacea a favore di soluzioni tecnologiche. Oggi comunque il suddetto certificato deve poi essere conservato per un anno.
Vuoi vendere le uova sfuse? Bene! Se intendi darle direttamente al consumatore finale, non sei soggetto a tracciatura delle uova; sempre che tale attività non sia prevalente! (Decreto min. polit. agricole 4 marzo 2005)
In ogni caso, chi effettua la vendita di uova anche sfuse sul mercato locale deve riportare su ogni uovo il numero di identificazione del suo allevamento. Tale numero di identificazione deve essere richiesto alla ASL ed è necessario anche per produttori con meno di 350 galline (Dec Min Pol Agricole29/08/05 e DLgs 267/2003).
Due parole ora sull’uso corretto del farmaco veterinario.
L’acquisto dei diversi medicinali, incluso i mangimi medicati, può avvenire solo dopo la visita del veterinario e la relativa prescrizione veterinaria, presso farmacie o anche grossisti con rivendite dirette.
Ci sono degli obblighi da osservare:
- il rispetto dei tempi di sospensione (periodo di tempo a partire dalla somministrazione tale da garantire che il farmaco utilizzato non permanga come residuo negli alimenti);
- la conservazione della ricetta per 5 anni.
Ancora, va detto che è vietato l’uso di farmaci che vengono venduti per gli animali ornamentali in forma di bustine di libera vendita presso le agrarie. Tali farmaci possono contenere sostanze (nitrofurani, dimetridazolo ect.) il cui uso è vietato sugli animali produttori di alimenti ed inoltre non riportano indicazioni relative ai tempi di sospensione.
La ricetta del Veterinario –con apposito modulo- serve anche per i mangimi medicati. Sarà inoltre obbligatoria la tenuta del registro dei trattamenti farmacologici per coloro che gestiscono una commercializzazione anche modesta dei propri prodotti. Non è invece tenuto al registro chi alleva avicoli e cunicoli per esclusivo consumo familiare.
Le informazioni qui fornite, non intendono ovviamente sostituirsi ai previsti canali ufficiali di informazione; infatti, esistono sui territori gli appositi sportelli di assistenza dove gli allevatori di animali da cortile possono ricevere:
- Assistenza tecnico-sanitaria sull’allevamento;
- Consigli igienico-sanitari sulle più frequenti malattie degli animali da cortile;
- Corretta informazione sulle malattie emergenti ed i reali rischi per il consumatore;
- Informazione sugli obblighi legislativi;
- Attività di diagnosi in caso di patologie, con l’ausilio del laboratorio dell’I.Z.S.
- Prescrizione di farmaci veterinari ed informazioni sul loro uso corretto.
È opportuno sapere che presso ogni sportello è presente un medico veterinario. Tali sportelli sono situati presso i Servizi Veterinari delle ASL competenti territorialmente e spesso, dove ci sono delle università con facoltà di veterinaria, anche presso alcuni Istituti Zooprofilattici.
Il servizio di consulenza e di diagnostica è solitamente gratuito. Le prescrizioni, in alcuni casi, a pagamento.




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