Chi di noi non ha mai sognato di ‘cambiare il mondo?
A quanto pare, invece, nel sistema ‘usa e getta’ in auge a partire dalla prima rivoluzione industriale, le scelte di pochi hanno fatto in modo che un mondo impostato su un’economia vorace e illogica cambiasse tutti noi…
“Tutti dovrebbero progettare per evitare di essere progettati”, ha detto Enzo Mari, uno dei ’padri’ del Design.
Andrea Branzi, tempo fa, parlava del suo stupore rispetto al crescente numero di designer ‘nati’ negli ultimi anni: di loro diceva che “decidono che il mondo, così com’è, non gli sta più bene, e così iniziano a cambiarlo, cominciando a ridisegnare gli oggetti che hanno intorno..”
Quando si parla di Design Industriale, ci si chiede spesso: che cos’è il Design? Quali sono i requisiti perché un progetto possa considerarsi un ‘buon progetto’? Basta che sia funzionale o deve essere anche ‘bello?’ E che cosa significa ‘bello?’ Esiste, infine, anche un valore ‘etico’ degli oggetti?
Sempre Enzo Mari, ha detto: “Un guazzabuglio di pensieri e di teste fintamente pensanti hanno liberato le forme dalla loro responsabilità”.
Diciamo allora che la forma, perché abbia un senso, deve anche avere una sua ’Responsabilità’: siamo sommersi di oggetti, spesso, assolutamente inutili, molti dei quali siamo spinti ad acquistare anche contro la nostra volontà cosciente, pronti poi a sostituirli alla stagione successiva…Davvero possiamo continuare ad ignorare tutto il ‘non detto’ dalle aziende produttrici, guardando solo al ‘qui e ora’ delle cose?
Magari potremmo cominciare a pensare che tutto ciò che viene prodotto debba essere progettato per poter essere scomponibile e riciclabile in ogni sua parte, dovremmo tener conto dell‘impatto ambientale che l’oggetto crea durante tutta la sua vita, dall’approvvigionamento delle materie prime alle lavorazioni in fase di produzione, fino alla sua dismissione e al riciclo, considerando questo un valore intrinseco al prodotto. Forse potremmo cominciare a scegliere di acquistare solo quegli oggetti che rispondono a questo criterio di ‘Responsabilità’.
Ernst Haekel, nel 1866, coniando il termine, ha detto che “l’Ecologia è semplice scienza delle relazioni: il grado zero dell’urbanizzazione è la relazione con l’utente.”
Trasponendo questo concetto nel campo del Design, basterebbe pensare che ogni nostro acquisto ha effetti positivi e negativi sul mondo circostante, per avvicinarci ad un nuovo modo di pensare al nostro rapporto con gli oggetti, e ai rapporti degli oggetti con i soggetti che incontrano nella loro vita; e magari, finalmente, essere noi a decidere.
(L’immagine del titolo è un opera di Ernst Haekel).
Scritto dall’Antenna Tematica di Vita Rurale:
Alfio Cangiani – Eco-designer




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