Uno splendido pollaio semovibile

Molti tra coloro che possiedono un’aia, un cortile o che possono comunque beneficiare di un campo annesso alla propria abitazione, hanno in molti casi avuto l’idea di provare ad allevare delle galline. L’idea originaria, di solito, nasce dalla voglia di poter dare ai propri figliuoli, una volta ogni tanto, delle sane uova fresche, magari ricordando gli splendidi zabaione che le nostre nonne ci preparavano al pomeriggio, mescolando semplicemente il tuorlo con dello zucchero a creare una morbida crema.

In effetti un’idea non solo condivisibile ma anche invidiabile, laddove le condizioni normative in effetti consentano questa pratica, visto che le logiche industriali con cui gli allevamenti attuali si sviluppano hanno diversi punti critici, almeno per noi che amiamo la biodiversità e non gradiamo la mercificazione degli esseri viventi.

Alcuni grandi produttori in effetti, hanno messo a punto dei protocolli di selezione degli animali che addirittura hanno portato al brevetto di alcune “razze” di galline. Lo scopo ovviamente è sempre quello della superproduzione: una aberrazione culturale che spinge l’umanità ad oltrepassare i limiti dell’etica e del rispetto della natura. Certo, già 50 anni fa le selezioni di galline ibridate hanno prodotto animali sempre più grandi, quindi con più carne, e sempre più efficienti nella produzione di uova. Ma ibridare degli animali della stessa specie è esercizio ben più tollerabile rispetto alla pratica della manipolazione genetica, che oggi produce i cosiddetti broiler per l’industria della carne. Il broiler è un tipo di gallina modificato per rispondere solo ed esclusivamente alle esigenze industriali. Tali razze, ovviamente registrate come brevetti industriali, consentono di avere polli da carne la cui vita a dispetto dei 4 o 5 anni come per le galline in natura, è ridotta a 40 giorni. Si tratta di animali che per ogni chilo e mezzo di cibo assunto, sono in grado di sviluppare un chilo di muscoli, rendendo così molto efficiente la produzione di polli da macello. Non vi parleremo delle oltre 12 vaccinazioni e del tasso di antibiotici a cui le nostre povere bestiole sono regolarmente sottoposti. Ma anche per le ovaiole la situazione non è differente, di solito certe razze brevettate –e che dunque si acquistano direttamente dai laboratori che le “producono”- sono scelte perché in breve tempo iniziano a produrre uova, tenendo fede alla mitica media di un uovo al giorno, e dopo un solo ciclo di maturazione sessuale –circa sei mesi- non essendo più conveniente farle crescere perché si abbassa la media di uova prodotte, diventano buoni per il macello.

Ci scusiamo per tutti coloro che leggendo queste righe abbiano provato un certo fastidio, se non ribrezzo, tuttavia così va il mondo e noi, amanti della vita rurale, non possiamo che contrastare queste pratiche provando la via dell’autoproduzione, che oltre che rassicurarci sulla genuinità del cibo che mettiamo in tavola, consente di tramutare questo piccolo hobby in una pratica nobile ed altamente educativa.

Ovviamente, viviamo in Italia, un paese Europeo altamente burocratizzato, per cui il primo controllo da effettuare sarà proprio quello sui diversi regolamenti che nella nostra zona di residenza ed allevamento incidono. Esistono regolamenti nazionali e comunali, che condizionano le norme di igiene e salute degli animali, oltre che norme edili che riguardano la costruzione di appositi spazi per ospitare questi animali.

Tuttavia, poiché qui parliamo di piccole frotte di pennuti, non è complicato adempiere ai vari obblighi e dunque differenziare una volta ancora la produzione delle nostre residenze rurali.

Le galline hanno alcune specifiche esigenze di cui ci converrà tener conto nella organizzazione di questa attività, ma sapranno ripagarci in molti modi e ci consentiranno, specie nella ipotesi di gestire una qualche forma di ospitalità -bed and breakfast, agriturismo ecc- di differenziare ulteriormente la nostra offerta di prodotti e servizi, oltre che di beneficiare della azione ordinata e pacata di questi splendidi animali.

Esistono centinaia di razze naturali tra cui scegliere nel momento dell’avviamento del pollaio; di sicuro, avrà più senso orientarsi verso animali adatti alle nostre condizioni climatiche e di contesto, anche se una certa personalizzazione della scelta è auspicabile, per incrementare il senso di gioia e soddisfazione che la cura e la gestione di questi animali, che pur comporta una certa laboriosità, potranno offrirci.

Le galline sono colorate, serene, mangiano insetti di tutti i tipi se consentiamo loro di razzolare liberamente negli spazi ad esse preposte ed interagiscono non poco con chi volesse decidere di dar loro del granturco o semplicemente di osservarle nella loro libertà.

Potremo dunque offrire ai nostri ospiti uova fresche di giornata e lasciare che i loro bambini passino ore ad osservarle o parlare con loro, rimanendo stupiti quanto noteranno che ad una certa ora, di pomeriggio tardi esse torneranno da sole nel loro pollaio e non rimarrà che passare a chiuderne la porta d’accesso perché possano riposare in santa pace. Ah! Visto com’è bello il pollaio fatto da sé? Una nuova avventura per trascorrere una giornata con i propri figli ed insegnarli quante cose belle e funzionali si possono realizzare anche con materiali poveri, inventiva e divertimento, in perfetto stile con la vita rurale che abbiamo scelto di fare.

Il giorno dopo, passare a raccogliere le uova è un piacere che dona felicità e predispone al meglio la giornata. Che aspetti dunque? Forza! All’opera! È già l’alba di una vita diversa e quell’unico gallo che hai scelto te lo ricorda al sorgere del sole.

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