Si sente sempre più spesso parlare di permacultura quando si parla di vita rurale e non a tutti è chiaro il significato di questa seducente parola. Facciamo un passo indietro e spieghiamo che tutto parte da un presupposto alquanto chiaro, evidente e noto.
Abbiamo abusato delle risorse a disposizione nel mondo naturale, mondo da cui dipendiamo. Come umanità stiamo oggi quindi rischiando di soccombere sotto il peso della nostra stupidità e mancanza di responsabilità personale verso la vita.
Se ci dovessimo estinguere per ragioni che sfuggono al nostro controllo, potremmo quanto meno spirare dignitosamente, ma generare il caos nel quale perire per nostra stessa inerzia, rende insensata ogni pretesa di coscienza e morale. Sono infatti troppe le tracce contemporanee di dissesto ecologico. Il consumismo ci ha spinti sull’orlo dell’annientamento. Abbiamo scambiato il diritto a vivere sulla terra per legittimazione a conquistarla, ma da “conquistatori” della natura siamo destinati a perdere.
Accumulare ricchezza, potere o terra oltre i propri bisogni in un mondo dalle risorse limitate è sintomo di immoralità del singolo, dell’istituzione o dello stato-nazione. Ma la notizia buona è che possiamo ancora rimediare, ma non c’è tempo da perdere, né bisogno di raccogliere ulteriori prove. È giunto il momento di agire e la permacultura ci viene incontro fornendo strumenti e metodologie progettuali per invertire la rotta.
Si tratta infatti di ricombinare le componenti in gioco, riorganizzare il preesistente, elementi e tecnologie già in essere, per creare sistemi agricoli produttivi che siano in grado di far risparmiare energia, sostenere l’autosufficienza locale e permettere di provvedere a se stessi.
Permacultura è un termine coniato da Bill Mollison, contrazione delle parole “permanente” e “agricoltura”, e per definizione è la progettazione e gestione consapevole di ecosistemi agricoli produttivi aventi la stessa diversità, stabilità e resilienza degli ecosistemi naturali.
Nella sua progettualità mima la natura e insegna a mantenere l’osservazione protratta e attenta sostituendola ad un’azione incessante e scriteriata, integrando nel paesaggio un uomo che, risorsa di se stesso, sia in grado di soddisfare in modo sostenibile i propri bisogni alimentari, abitativi ed energetici, e ogni altra necessità materiale e immateriale.
Questa è la permacultura, una scienza della terra interdisciplinare con potenziali ramificazioni positivistiche, integrate e globali. Scevra da ogni pretesa di innocenza o convincimento che tutto si risolverà per il meglio, ciò accadrà solo se facciamo in modo che accada.
Scritto dall’Antenna Tematica di Vita Rurale:




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